052 - CREDIAMO NELLO STESSO DIO?

PARROCCHIA – 3-2014

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Il dott. Giuseppe Samir Eid ha sottoposto a Don Walter alcune precisazioni sull’esortazione apostolica di papa Francesco “Evangelii gaudium” alle quali volentieri il nostro parroco ha risposto. Caro don Walter, i musulmani “adorano con noi un Dio unico, misericordioso” (E. G. n. 252). Io prenderei con cautela questa frase. E vero che i musulmani adorano un Dio unico e misericordioso. Ma questa frase suggerisce che le due concezioni di Dio sono uguali. Invece nel cristianesimo Dio è Trinità nella sua essenza, pluralità unita dall’ amore. E un po’ più che sola clemenza e misericordia. Abbiamo due concezioni abbastanza diverse dell’unicità divina.

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053 - LA PACE E' POSSIBILE

ROTARY – 1/12 – 2014

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Dott. GIUSEPPE SAMIR EID
RC Milano Sud-Est

È indispensabile chiedere al mondo arabo di lavorare sull’educazione, sui media, sui libri di testo nelle scuole e perfino invitare a questa linea educativa e di pace, gli imam e predicatori che hanno in mano il formidabile strumento delle prediche nelle moschee , dove sarebbe opportuno proclamare anche i versetti del Corano che sottolineano la volontà di Dio verso la pluralità religiosa e l’impegno nel gareggiare nel bene nella Misericordia di Dio.

Giuseppe Samir Eid

Samir Eid Raccolte

Intendono fornire gli strumenti per una inclusione sociale del flusso migratorio, gettare una luce sui diritti umani e la condizione di vita dei cristiani nel mondo islamico da cui proviene l’autore.La conoscenza dell’altro, delle diversità culturali e religiose sono ingredienti primari per creare la pace nei cuori degli uomini ovunque, premessa per una serena convivenza e convinta cittadinanza sul territorio.

054 - CAMBIAMENTI CULTURALI E NUOVE APERTURE

ROTARY N° 10 – pagg. 42-44 – 1/12 – 2014

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Il punto di vista

Mi chiamo Giuseppe Samir Eid, socio del RC Milano Sud-Est. Come rotariano, intendo fare giungere la nostra voce affinché gli organismi politici unitamente al Parlamento Europeo si facciano sempre promotori efficaci di giustizia, libertà e pacifica convivenza fra le popolazioni dell’area mediterranea. La stragrande maggioranza degli arabi vive in estrema povertà, in quanto lo sviluppo demografico non è accompagnato da una crescita economica adeguata. Occorre un cambiamento radicale nella formazione dei cittadini, un problema di cultura, allo scopo di far comprendere a tutti di essere uguali e che la violenza è intollerabile.

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055 - ATTUALITA' E IMMIGRAZIONE

ROTARY – pagg. 58 – 10/2015

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La sfida nel saper cogliere l’occasione di un reciproco arricchimento.

In Italia, come del resto in tutto il mondo occidentale, si sta verificando una forte immigrazione proveniente da paesi a larga maggioranza musulmana, soprattutto dall’ Africa e dal Medio Oriente. Diverse sono le cause che spingono ad abbandonare il proprio paese: guerre, espulsione, instabilità politica, squilibrio demografico ed economico, fuga dalla disoccupazione verso la sopravvivenza economica e altri ancora. Questo fenomeno, di fronte al quale si manifesta la nostra impreparazione e il nostro disorientamento, comporta certamente dei disagi a diversi livelli. Ma, se gestito nel modo più appropriato, unendo tutte le forze di volontariato, offre anche l’occasione di un confronto tra religioni e culture diverse che può portare a un reciproco arricchimento. Conoscere l’altro, la sua realtà storica, sociologica, culturale, religiosa è uno degli aspetti fondamentali per la realizzazione di una convivenza pacifica e per una buona gestione del fenomeno dell’immigrazione. Occorre però considerare anche che questi rifugiati vivono in una condizione di inferiorità sia sul piano socio-economico che su quello della comunicazione. Si tratta infatti pur sempre di persone che si trovano a vivere in un paese diverso dal proprio, dove si parla una lingua che a loro risulta sconosciuta. Per questo motivo essi tendono a chiudersi nella loro realtà, creando piccoli ghetti distinti per provenienza, lingua, cultura, tribù, religione o confraternita religiosa.

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