048 - CRISTIANI STRANIERI NEL PROPRIO PAESE

Marsala – 10/10 – 2014

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Gentile dottor Landi,

Mi riferisco al suo dotto intervento a proposito di cittadinanza.

A differenza del cittadino europeo e in particolare dell’italiano, è da ricordare che il cittadino arabo sia cristiano che musulmano, ha una identità intimamente legata al suo credo religioso alla sua comunità prima ancora che allo stato di appartenenza.

Tra il 19mo e il 20mo secolo milioni di europei sono emigrati e stabiliti in africa del nord e nel medio oriente contribuendo sostanzialmente allo sviluppo economico e culturale dei paesi africani senza quasi mai radicarsi nel tessuto sociale, si sono ritrovati poi espulsi ritornando nei loro paesi di origine. Nello stesso tempo le potenze europei hanno gareggiato per erigersi a protettori dei cristiani davanti alle autorità ottomane per esentarli dall’applicazione delle leggi islamiche a forte discriminazione rispetto ai non musulmani cosi da acquisire una influenza sulla governabilità di questi paesi. Alcune comunità cattoliche, minoranza della cristianità locale, hanno usufruito di detta influenza per cercare di sottrarsi alle discriminazioni del sistema giuridico tutt’ora in essere nel nostro ventunesimo secolo. Questo stato di cose ha influito sull’atteggiamento dei musulmani verso i cristiani locali in senso lato considerandoli stranieri nel proprio paese.

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049 - MEDITERRANEO UNITO / ROTARY

ROTARY – 2014

Una Sinossi

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Mediterraneo Unito per una unione economica con o senza una unione di cuori?
è necessario ottenere l’adesione dei popoli rivieraschi; creare un ponte che unisca popoli assai diversi tra di loro in termine di credo religioso, di leggi degli stati e delle loro costituzioni.
A differenza del cittadino europeo e in particolare dell’italiano, è da ricordare che il cittadino arabo sia cristiano che musulmano, ha una identità intimamente legata al suo credo religioso e alla sua comunità prima ancora che allo stato di appartenenza.

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050 - CIVILTA' DIVERSE: GUERRA O PACE?

SCAMBI OPINIONI, ROTARY – 2014

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Ho riflettuto su alcune perplessità sollevate nella riunione di ieri sera: guerra o pace, dialogo, positività delle religione, come si identifica una religione è una etichetta di credo comune ad un gruppo di persone oppure qualcos’altro…
Sino alla seconda guerra mondiale le regioni del globo erano abitate da persone in un dato territorio, un paese, legate da un denominatore comune stessa cultura, religione, credo abitudini e simili ad esempio: paesi di lingua e cultura araba con credo islamico di maggioranza, Europa l’Occidente, India e Pakistan, Giappone, Cina ecc. ciascuno abbastanza uniforme al suo interno privo della spinta di rivoluzioni causate dalla diversità. Vedi il caso degli armeni in Turchia. Si può affermare ad esempio che l’elemento unificatore delle popolazioni à risulta essere quello religioso, vale a dire la comune religione islamica. Non consto di popolazioni senza un credo, religione anche l’ateismo in fondo è una etichetta simile ad un credo religioso discriminante verso chi crede.
Non c’era questo ventaglio di incrocio di culture che riscontriamo oggi in un dato territorio. Un invasione di popolazioni attirate da spinte economiche, da facilità di spostamenti, internet, media e simili che ci mettono davanti al fatto compiuto. Portano il bagaglio culturale e sentimentale giunto ad essi attraverso l’insegnamento della loro religione attraverso l’educazione che hanno ricevuto nella famiglia e nella scuola.

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051 - DIALOGO E INTEGRAZIONE

ROTARY – pagg. 38-45 – 1/CONOSCERSI PER CONVIVERE E COSTRUIRE LA PACE – 2014

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IL DIALOGO CRISTIANI MUSULMANI DIALOGARE PER UN MONDO MIGLIORE

La mobilità delle persone è un diritto che ormai è da considerarsi primario in ogni angolo del pianeta e come questa comporti la necessaria creazione di relazioni interculturali è sicuramente uno dei temi più caldi del momento; il Rotary International ha ben presente quanto questa tematica sia importante e la affronta tramite il “Service for Peace”. Dialogare per convivere, quali regole? Per instaurare la convivenza con un dialogo fruttuoso bisogna conoscersi; la conoscenza parte dalla verità, dal rispetto dell’altro, dal saper superare i pregiudizi. Riscoprire la propria identità, termine che a volte viene usato a sproposito, è un’affermazione fondamentale per farsi conoscere e com- prendere, mai per prevaricare, per portare la propria presenza e conoscenza attraverso i continenti.

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