DIALOGO ISLAMO CRISTIANO

172 della società africana in questo caso araba, e di ritorno sull’investimento. Immigrazione Sino alla seconda guerra mondiale le regioni del globo erano abitate da persone in un dato territorio, un Paese, legate da un denomina- tore comune: stessa cultura, religione, credo abitudini e simili. Ad esempio, Paesi di lingua e cultura araba con credo islamico di mag- gioranza, Europa e l’Occidente cristiani, ecc. ciascuno abbastanza uniforme al suo interno privo della spinta di rivoluzioni causate dalla diversità, come è stato il caso degli armeni in Turchia. Si può affermare, ad esempio, che l’elemento unificatore delle popolazioni ara- be risulta essere quello religioso, vale a dire la comune religione islamica all’interno della quale s’inseriscono alcune differenziazioni. Non consto di popolazioni senza un credo, senza religione, anche l’ateismo in fondo è un’etichetta simile ad un credo religioso di- scriminante verso chi crede. Sino a epoca recente non c’era questo venta- glio d’incrocio di culture che riscontriamo oggi in un dato territorio. La facilità di spostamenti e la libera circolazione di idee attraverso in- ternet, televisioni e media hanno spinto molti strati della popolazione, generalmente i più colti, verso l’Europa alla ricerca di migliora- menti economici e stabilità politica. Portano con sé il bagaglio culturale e sentimentale ri- cevuto attraverso l’educazione ricevuta nella famiglia, nella scuola e l’insegnamento della loro religione. Oggi nelle nostre città sono concentrate varie etnie ognuna con le sue abitudini e credenze, ciascuna inclina a pretende- re eccezioni nel- le disposizioni di legge per consentire ad una data categorie di far sopravvivere il vivere sociale del Paese di origine, con il rischio di creare tensioni o situazioni di squilibrio tra le differenti componenti sociali. L’immigrazione degli arabi, cristiani e musulmani, ci ha fatto prendere coscienza dell‘identità di fondo e dei valori sui quali la nostra civiltà si è sviluppata, ma ai quali molti di noi si sono ormai assue- fatti da tempo; io considero questo un esem- pio della ricchezza che può essere generata dalla globalizzazione. Una ricchezza che può realizzarsi offrendo alla persona immi- grata dignità e l’opportunità di uno sviluppo umano per un’integrazione propositiva, in contrasto con l’esclusione. Inclusione invece non può voler dire spostarsi un po’ per far posto anche all’altro, a qualsiasi altro. Vuol dire costruire con la ragione un quadro di valori umani, una cornice del bene comune e dentro questa cornice far posto a chi la condivide, pur se di religione o di cultura di- versa. Senza di ciò non si dà vera inclusione. Questo compito è eminentemente politico e la politica che se ne volesse esimere, limi- tandosi ad accogliere senza includere, non svolgerebbe il proprio ruolo. Rotariani uniti per un mondo migliore La mobilità delle persone da qualche decen- nio attraversa irreversibilmente il pianeta, le relazioni interculturali sono uno dei temi più acuti del momento; il Rotary International ha presente questo tema nel “Service for Peace”. Il Rotary International e la sua Fon- dazione promuovono campagne mondiali di servizio per un mondo migliore, sono ampia- mente pubblicizzate e tutti noi riscontriamo i benefici conseguenti alle azioni intraprese. Vorrei sottolineare il ruolo che ciascuno degli oltre trentaquattromila club sparsi per il mon- do svolge a favore del prossimo, della qualità della vita su questo pianeta e del dialogo tra culture diverse. Le azioni di service intraprese dal club individualmente, oppure congiunta- mente con un club del territorio beneficiario del service, sono il seme che fa germogliare i frutti a beneficio di uomini e donne del nu- cleo sociale interessato. I frutti locali attesi dalle azioni dei singoli club danno un valore aggiunto ai programmi mondiali delle azioni rotariane. Infatti elargire denaro rimane un atto sterile se non accompagnato con Cuore e Spirito rotariano, influiscono positivamente sui beneficiari e danno un valore aggiunto al servizio reso; un primo passo per accendere

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