R006 - CONDANNA LA STRAGE DEI CRISTIANI IN EGITTO

01 – 2011

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Commento su Ali
Condanna la strage dei cristiani in Egitto
Avrei alcune considerazioni da fare sulle modalità della “difesa dei cristiani” da parte dell’Occidente; è un tema fuorviante e controproducente che fa sembrare che i cristiani indigeni siano accomunati a cittadini stranieri nel proprio paese; questo NO. Per quanto riguarda i Cristiani sotto attacco nel mondo islamico:Il problema è politico e va affrontato come tale.
Ho letto di varie proposte riguardo ai cospicui finanziamenti della UE, e propongo ai nostri governanti di avere il coraggio di subordinarli all’attuazione di maggiore libertà civile, religiosa e sicurezza nel paese beneficiario; promuovere una società che abbia un profondo senso di fiducia nei valori religiosi e umani, sia caratterizzata da un reciproco rispetto di tutti i suoi componenti con uguali diritti e doveri, che l’appartenenza religiosa non sia una discriminante tra i suoi cittadini.
Condivido l’idea che l’Occidente inizi a concedere crediti a certe condizioni che possono spaziare dallo scambio tecnologico alla cultura, ma anche di subordinare finanziamenti e protocolli internazionali in corso di stipula a certi criteri culturali e di reciprocità.


Sappiamo che la fonte della pressione su i cristiani nei paesi arabi è la cultura, l’educazione, la propaganda mediatica, le prediche e non di meno (last but not least) i libri di testo nelle scuole. A mio parere, ci vorrebbe estendere l’azione dell’ Italia e del Unione Europea agli ambiti culturali, ai libri di testo nelle scuole che siano privi di riferimenti offensivi verso i non musulmani anche se sono versetti estrapolati dal corano; basterebbe selezionarne degli altri. I nostri governanti dovrebbero farlo sapere molto chiaramente ai loro partner dei paesi che richiedono i finanziamenti.
Questa la nostra richiesta.
In pratica sono due le azioni prospettate:
• Monitorare la cultura, tutti i mezzi di diffusione e l’educazione scolastica che dispregiano offendendo chi non è musulmano
• subordinare il business e la partecipazione a accordi bilaterali/internazionali a certi criteri di libertà di coscienza definendo i mezzi per applicarli.

Giuseppe Samir Eid

18 ottobre 2011 at 16:28
Cristiani musulmani uguali di fronte alla legge
Avrei alcune considerazioni da fare sulle modalità della “difesa dei cristiani” da parte dell’Occidente; è un tema fuorviante e controproducente che fa sembrare che i cristiani indigeni siano accomunati a cittadini stranieri nel proprio paese; questo NO. Per quanto riguarda i Cristiani sotto attacco nel mondo islamico:Il problema è politico e va affrontato come tale. Ho letto di varie proposte riguardo ai cospicui finanziamenti della UE, e propongo ai nostri governanti di avere il coraggio di subordinarli all’attuazione di maggiore libertà civile, religiosa e sicurezza nel paese beneficiario; promuovere una società che abbia un profondo senso di fiducia nei valori religiosi e umani, sia caratterizzata da un reciproco rispetto di tutti i suoi componenti con uguali diritti e doveri, che l’appartenenza religiosa non sia una discriminante tra i suoi cittadini.
Condivido l’idea che l’Occidente inizi a concedere crediti a certe condizioni che possono spaziare dallo scambio tecnologico alla cultura, ma anche di subordinare finanziamenti e protocolli internazionali in corso di stipula a certi criteri culturali e di reciprocità.
Sappiamo che la fonte della pressione su i cristiani nei paesi arabi è la cultura, l’educazione, la propaganda mediatica, le prediche e non di meno (last but not least) i libri di testo nelle scuole. A mio parere, ci vorrebbe estendere l’azione dell’ Italia e del Unione Europea agli ambiti culturali, ai libri di testo nelle scuole che siano privi di riferimenti offensivi verso i non musulmani anche se sono versetti estrapolati dal corano; basterebbe selezionarne degli altri. I nostri governanti dovrebbero farlo sapere molto chiaramente ai loro partner dei paesi che richiedono i finanziamenti.

Giuseppe Samir Eid

Samir Eid Raccolte

Intendono fornire gli strumenti per una inclusione sociale del flusso migratorio, gettare una luce sui diritti umani e la condizione di vita dei cristiani nel mondo islamico da cui proviene l’autore.La conoscenza dell’altro, delle diversità culturali e religiose sono ingredienti primari per creare la pace nei cuori degli uomini ovunque, premessa per una serena convivenza e convinta cittadinanza sul territorio.

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