DIALOGO ISLAMO CRISTIANO

221 IL PAPA E I NOSTRI FRATELLI MUSULMANI Il Papa e i nostri fratelli musulmani A seguito del clamore suscitato in certi am- bienti dall’augurio del Papa in occasione del termine del digiuno prescritto dal corano credo che la globalizzazione e l’immigrazio- ne dei musulmani hanno creando un con- tatto ravvicinato con altre civiltà ci ha fatto prendere coscienza del‘identità di fondo e dei valori sui quali la nostra di civiltà si è sviluppata ma ai quali molti di noi si sono assuefatti; lo considero invece un esempio della ricchezza che può essere generata dalla globalizzazione. Una ricchezza che può realizzarsi offrendo alla persona immi- grata dignità e l’opportunità di uno sviluppo umano per una integrazione propositiva, in contrasto con l’esclusione. Inclusione inve- ce non può voler dire spostarsi un po’ per far posto anche all’altro, a qualsiasi altro. Vuol dire costruire con la ragione un quadro di valori umani, una cornice del bene comu- ne e dentro questa cornice far posto a chi la condivide, pur se di religione o di cultura diversa. Senza di ciò non si dà vera inclusio- ne. Questo compito è eminentemente poli- tico e la politica che se ne volesse esimere, limitandosi ad accogliere senza includere, non svolgerebbe il proprio ruolo. Mi auguro che ogni Comunicatore religioso e non, mu- sulmano o altro si senta impegnato ad es- sere infaticabile operatore di pace e strenuo difensore della dignità della persona umana e dei suoi inalienabili diritti. Un ultimo au- gurio non meno importante anzi è che i re- sponsabili della comunicazione della Santa Sede provvedano a far pubblicare e circo- lare su i media islamici, televisioni radio e carta stampata, i buoni propositi scambiati a livello alto pena che rimangono veramen- te in alto senza raggiungere il popolo.”

RkJQdWJsaXNoZXIy MjQwMTE=