DIALOGO ISLAMO CRISTIANO

153 loro preghiera. Massignon era riuscito a far prendere coscienza ai suoi amici cristiani arabi della loro missione di testimonianza in terra dell'Islam, vivendo fino in fondo il mistero della loro relazione coi musulma- ni. Questo movimento portò molti cristiani d'Oriente a scoprire l'importanza del loro ruolo nel dialogo interreligioso. Ricordando che la conoscenza che il musulmano ha del cristianesimo gli viene dal Corano (unica vera rivelazione), i vari relatori hanno riba- dito l'attualità della Badaliyya di fronte alle nuove sfide del pluralismo religioso in Occi- dente. Lo stesso cardinale Martini nella sua lettera Noi e l'Islam, dall'accoglienza al dia- logo (1990) affermava che la Chiesa e i cri- stiani non debbono rinunciare ad annuncia- re il Vangelo ai musulmani esplicitamente o nella forma della testimonianza quotidiana, semplice e spontanea sull'esempio di san Francesco. Ritengo importante riportare la seguente considerazione del cardinale Je- an-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, che ha lanciato l'allarme contro i cattivi fautori del dialogo interreligioso: "Alcuni cristiani, ignorando spesso il contenuto della loro fede e incapaci quindi di viverla e di viver- ne, non sono adatti al dialogo interreligioso che inizia sempre con l'affermazione delle proprie convinzioni: non c'è posto per il sin- cretismo o il relativismo!". Infatti "di fronte ai seguaci di altre religioni con un'identità religiosa forte; occorrono cristiani motivati e preparati dal punto di vista dottrinale". E "per questa ragione, la nuova evangelizza- zione è una priorità, al fine di tonnare cri- stiani coerenti, capaci di rispondere della propria fede, mediante parole semplici e senza paura".

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